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Quando Guttuso raccontava le rivoluzioni di Parigi

Oggi non ci saranno musiche di sottofondo perché questo post è basato su un video. Il protagonista è Renato Guttuso che racconta la rivoluzione francese del 1789 partendo dai luoghi di Parigi e dal rapporto di amicizia tra il pittore David e il rivoluzionario Marat.

Sono settimane che la Francia sta vivendo quella che è stata definita come una “rivoluzione” pur senza comprendere la direzione politica del movimento nato per protestare, tra le tante cose, contro i rialzi delle accise sui carburanti volute dal governo Philippe-Macron.

È stato commesso un errore sulla valutazione di ciò che sta accadendo in Francia: i gilet gialli propongono cambiamenti sul versante sociale come non accadeva da anni. Bisognerà solo capire se questo versante sociale si tramuti in “giustizia sociale”. Questo è il punto cruciale: il problema resta la direzione che questo fenomeno (para)politico avrà sullo scenario francese – ed europeo.

Non è ancora noto quanto le infiltrazioni populiste e nazionaliste, infatti, reggano l’intera organizzazione che si scontra con la polizia e con un preciso agente politico macronista.

Bisognerà aspettare e vedere cosa succede. Nessuno ha doti per rivelare verità su questo aspetto né tantomeno prevedere quale riflesso verrà creato dalle rivolte dei gilet gialli sui paesi vicini. Italia inclusa, ovviamente. Anzi qualcosa lo abbiamo già visto.

Da questo documentario Rai del 1972 curato da Anna Zanoli e diretto da Luciano Emmer, possiamo ottenere, invece, uno sguardo indiscreto su una Villa Lumiére che ha intrinseca nella sua storia una vocazione provocatoria e ribelle spesso pericolosa.

Da questo video, inoltre, possiamo notare la differenza di linguaggio e l’interpretazione artistica sublime che Renato Guttuso dava dell’atto rivoluzionario e dei rapporti umani che questa creava o rafforzava. In poche parole questo video fa comprendere come un evento colossale come una rivoluzione possa legare vite com’è inscritto nella suastessa natura di pratica umana degli eventi politici e sociali.

Parigi è un luogo di rivoluzioni – borghesi nella maggior parte dei casi – dove il concetto di storia si è concretizzato in un filo lungo 300 anni. Ma Parigi e la Francia tutta sono anche luoghi in cui le persone scendono in piazza dal XV secolo per manifestare contro le esagerazioni e le ingiustizie sociali anteposte dai governi. In questo senso il viaggio di Guttuso rimane attuale. Lo rimane di meno, purtroppo, per la poesia, la virtù e l’ampiezza di respiro sociale rappresentato dal rapporto tra David e Marat.

Guttuso ricerca nell’arte e in loro un mondo che sembra scomparso e che oggi qualcuno vorrebbe far rivivere senza però volersi assumere le responsabilità di un legame umano oltre che politico. E permetteva alle persone di non avere troppi dubbi nello scendere in strada spalla-a-spalla. «La rivoluzione si fa tra amici», parola di Guttuso.